Gli ingegneri di Munro Live, spalleggiati dai veterani di Schaeffler, hanno letteralmente messo a nudo il Unitree G1. In questo teardown viscerale, emergono i duri compromessi necessari per articolare i movimenti di un robot: da una parte i riduttori armonici (strain wave gears) ad alte prestazioni ma tecnicamente complessi, dall’altra i sistemi planetari scelti da Unitree per abbattere i costi senza rinunciare alla reversibilità. La lezione è chiara: costruire un umanoide “pop” e accessibile richiede decisioni chirurgiche proprio lì, nelle sue viscere meccaniche.
