Proprio quando pensavate che il jazz fosse l’ultimo baluardo dell’anima umana al riparo dall’automazione, ecco che Masatoshi Hamanaka decide di rimescolare le carte. Avvistato tra i corridoi di ICRA 2026, il suo sassofono robotico vanta un sistema di diteggiatura automatica che farebbe invidia ai veterani dei club di New Orleans. Questo groviglio di cavi e servomotori non è che il primo tassello di un progetto ben più ambizioso: un intero quartetto jazz completamente robotizzato. Pare proprio che la crisi dei turnisti stia per assumere un timbro decisamente più… metallico.