Insegnare a un robot umanoide a giocare a ping pong è ormai un classico test per metterne alla prova i riflessi e il controllo ad alta velocità. Ma convincere due di loro a giocare in doppio è tutta un’altra storia: qui non conta tanto il topspin micidiale, quanto l’evitare di inciampare sul proprio partner da migliaia di euro. Un team di ricercatori di Archon Robotics, NVIDIA, The University of Hong Kong e dello Shanghai Innovation Institute ha domato questa danza caotica grazie a un nuovo sistema battezzato PingpongDuo. Durante i test sul campo, due umanoidi Unitree G1 sono riusciti a sostenere scambi di oltre 10 colpi consecutivi, riuscendo (quasi sempre) a non darsi fastidio a vicenda con una grazia inaspettata.
La vera sfida del doppio non è colpire la pallina, ma il riposizionamento frenetico in uno spazio ristretto. I compagni di squadra devono colpire seguendo un’alternanza rigorosa: ciò significa che, nell’istante esatto in cui un robot colpisce, deve liberare il campo per il partner in meno di due secondi. Un solo momento di esitazione e si rischia la collisione tra due macchine da 35 kg, trasformando una partita amichevole in un ammasso di attuatori e vergogna decisamente costoso. PingpongDuo risolve il problema con un framework gerarchico descritto in un paper disponibile su arXiv. A livello di squadra, un pianificatore seleziona i target di posizionamento e utilizza un “filtro di rischio” addestrato per bocciare qualsiasi movimento che possa causare un incidente di “fuoco amico”.
A livello individuale, i robot utilizzano abilità separate per il gioco di gambe e per il colpo, calibrate su dati di movimento catturati da veri giocatori umani di doppio. Il sistema è di un’efficienza brutale: un robot è stato cronometrato mentre completava una manovra di sgombero e recupero di 2,15 metri in soli 2,4 secondi, toccando una velocità di punta di 2,23 m/s. Nelle simulazioni, PingpongDuo ha migliorato il tasso di successo nella risposta del 13,2% rispetto ai precedenti algoritmi all’avanguardia per il gioco singolo. Potete vedere i robot in azione sulla pagina ufficiale del progetto.
Perché è un traguardo fondamentale?
Questa ricerca non è solo un timido passo verso le prime Olimpiadi per soli robot. È un’esplorazione seria della coordinazione dinamica e sicura tra più agenti che operano in uno spazio fisico condiviso. Il framework di intelligenza artificiale che impedisce a due umanoidi di scontrarsi durante una partita frenetica potrebbe essere adattato alla logistica complessa dei magazzini, alle linee di assemblaggio collaborative o a qualsiasi scenario in cui più sistemi autonomi debbano lavorare gomito a gomito (o meglio, giunto a giunto) senza causare costose carneficine metalliche. Per Archon Robotics, si tratta di una dimostrazione di forza della sua piattaforma “Whole-Body Intelligence”, provando di saper gestire non solo il corpo di un singolo robot, ma l’intero gioco di squadra.
