In un mercato ormai saturo di umanoidi dal prezzo a sei cifre e cani robot che costano quanto un’utilitaria, Nori Robotics, startup sostenuta da Y Combinator, ha deciso di sparigliare le carte. Il guanto di sfida è stato lanciato con un prezzo di listino che non richiede l’accensione di un secondo mutuo: 1.688 dollari (circa 1.550 €). L’azienda di San Francisco ha ufficialmente aperto i pre-ordini per il suo Nori L3, un robot su ruote a doppio braccio progettato per affrontare le più tediose faccende domestiche: piegare i panni, caricare la lavastoviglie e persino versare da bere.
Il Nori L3 si presenta come un manipolatore mobile che si sposta su una base rotata, sormontata da un busto e due braccia che vantano un totale di 20 gradi di libertà. Ogni braccio può gestire un carico utile di 1,5 kg. Per quanto riguarda la visione e la navigazione, il robot è equipaggiato con quattro telecamere RGB a 720p e un sensore LiDAR con una portata di 12 metri. L’azienda dichiara un’autonomia della batteria tra le 6 e le 8 ore: tempo sufficiente per piegare una montagna di asciugamani e, magari, contemplare la vacuità della propria esistenza sintetica.

Naturalmente, un prezzo inferiore ai 2.000 dollari per un robot domestico tuttofare sembra troppo bello per essere vero. E, per il consumatore medio, al momento lo è. Nori sta puntando dichiaratamente a una nicchia di hobbisti e sviluppatori. Il vero prodotto, qui, è la piattaforma stessa: viene fornita con un SDK open-source, un “marketplace delle abilità” per condividere i comportamenti appresi e persino i file CAD per permettere agli utenti di stampare le proprie modifiche in 3D. Il robot può essere addestrato tramite un’app per laptop “no-code” o controllato direttamente in teleoperazione.
Perché è un annuncio importante?
La vera innovazione del Nori L3 non risiede nell’hardware, ma nel suo posizionamento di prezzo aggressivo. Utilizzando servomotori a basso costo combinati con un design intelligente, Nori sta tentando di democratizzare l’accesso all’hardware per l’IA fisica, che storicamente è sempre costato decine di migliaia di dollari. Questo approccio potrebbe scatenare un’ondata di creatività da parte degli sviluppatori, portando alla creazione di abilità pratiche per una piattaforma domestica standardizzata.
Tuttavia, leggendo tra le righe della scheda tecnica, i compromessi emergono chiaramente. Un carico utile di 1,5 kg significa che il robot non può sollevare una confezione di latte da due litri, e la data di spedizione fissata per l’autunno 2026 è un’eternità in un settore che si evolve alla velocità della luce. Per 1.688 dollari, il Nori L3 è la piattaforma robotica più ambiziosa che si possa preordinare oggi. Resta da vedere se nel 2026 starà davvero piegando le vostre camicie o se finirà per ripiegare su se stesso sotto il peso delle proprie promesse. Al prezzo di uno smartphone di fascia alta, però, molti sviluppatori scommetteranno che sia un rischio che vale la pena correre.
