Il mercato della robotica domestica si trova improvvisamente di fronte a un bivio affascinante: permettere a un’azienda di pulire casa gratuitamente in cambio dei dati necessari ad addestrare la propria futura armata di robot, oppure pagare un sovrapprezzo per un umanoide che faccia il lavoro sporco senza troppe domande. Gatsby, una startup con sede a San Francisco, scommette sulla seconda opzione, lanciando un servizio di pulizia on-demand tramite robot umanoidi alla tariffa fissa di 150 $.
Questa mossa pone Gatsby, che opera sotto l’egida della casa madre West Egg Labs, in diretta contrapposizione filosofica con realtà come Shift che, come riportato da Shift Offers Free Cleaning, But Your Mess Is Training the Robot That Will Replace You , offre pulizie omaggio proprio perché il vostro disordine è il terreno di addestramento perfetto per la loro IA. Gatsby, al contrario, vende comodità e privacy. Per un prezzo competitivo rispetto alla media di un addetto alle pulizie in carne e ossa a San Francisco (che oscilla tra i 150 e i 300 dollari), l’azienda invierà al vostro appartamento un robot umanoide a grandezza naturale per lavare i piatti, pulire le superfici, i pavimenti e persino piegare il bucato. L’intero processo si prenota tramite un’app iOS, senza che sia necessaria alcuna interazione umana.
C’è un dettaglio interessante: Gatsby non costruisce il proprio hardware. L’azienda si definisce una piattaforma di distribuzione “agnostica rispetto all’hardware”, con l’obiettivo di diventare lo strato di servizi che connette i clienti con gli umanoidi più performanti sul mercato, prodotti da aziende come 1X, Figure o Sunday. È la classica mossa da piattaforma della Silicon Valley: lasciare che siano gli altri a combattere la brutale guerra dell’hardware, mantenendo però il controllo sul rapporto con il cliente. L’azienda dichiara che le parti di routine della pulizia sono completamente autonome. Tuttavia, sul sito web si legge anche che “le parti più complesse sono teleoperate da esseri umani in carne e ossa per garantire che tutto sia fatto a regola d’arte” — un dettaglio cruciale che sembra mancare nella loro informativa sulla privacy. Quando l’intera proposta di valore di un’azienda è “niente estranei in casa”, la presenza di un paio di occhi remoti diventa un dettaglio piuttosto significativo. RoboHorizon ha contattato Gatsby per ottenere chiarimenti sulle loro politiche di teleoperazione e sulla gestione dei dati.
Perché è importante?
Il lancio di Gatsby segna una scissione nel nascente mercato della robotica domestica. Da un lato, abbiamo il modello “dati in cambio di servizi”, dove i consumatori barattano la privacy con la convenienza. Dall’altro, Gatsby sta stabilendo una fascia premium dove la privacy stessa è il prodotto. Il loro prezzo di 150 $ non punta a sbaragliare il mercato delle pulizie umane, ma a pareggiarlo, offrendo un tipo di valore diverso: niente mal di testa per la programmazione, niente cancellazioni dell’ultimo minuto e niente chiacchiere imbarazzanti.
Il successo di questo modello “Uber per umanoidi” dipenderà dall’esecuzione e dalla trasparenza. Sebbene la promessa di una pulizia completamente autonoma rimanga l’obiettivo finale, quel timido accenno ai teleoperatori umani ci ricorda che siamo ancora ai blocchi di partenza. Il modo in cui Gatsby navigherà tra le questioni di privacy e la “uncanny valley” dell’assistenza umana remota determinerà se diventerà il nuovo standard dell’automazione domestica o se resterà solo un altro curioso esperimento.
