Il Robotics and AI Institute (RAI), l’organizzazione di ricerca guidata dal leggendario fondatore di Boston Dynamics, Marc Raibert, ha appena tolto il velo a AthenaZero, un robot bimanuale che si muove con una naturalezza tale da far sembrare i macchinari da fabbrica dei semplici pezzi di ferro. In un approfondimento pubblicato il 7 aprile, il RAI ha svelato i dettagli di questo nuovo prototipo, progettato specificamente per la “manipolazione dinamica”: una delle sfide più ambiziose della robotica, che punta a coordinare due mani con velocità, precisione e, perché no, una certa dose di eleganza.
Mentre la maggior parte dei robot industriali è nota per essere rigida e goffa a causa di rapporti di trasmissione elevati, AthenaZero è stata concepita per l’esatto opposto. Alta circa 160 cm, questa macchina sfoggia due braccia a 7 gradi di libertà (DoF) che danno priorità alla bassa inerzia e a un’accelerazione bruciante. Il “ingrediente segreto” risiede nei suoi attuatori a trasmissione quasi diretta (quasi-direct drive), che rendono il robot “trasparente alla forza”. In termini poveri, significa che AthenaZero può passare istantaneamente dall’applicare una forza bruta per un compito pesante a un tocco di piuma per un’operazione delicata. È un’agilità che i robot tradizionali si sognano, rischiando solitamente di distruggere se stessi o ciò che li circonda al minimo errore di calcolo.
L’obiettivo del RAI non è semplicemente bullonare due braccia a un torso, ma creare una piattaforma capace di apprendere movimenti coordinati e complessi. La manipolazione bimanuale è l’anello mancante per automatizzare compiti oggi impossibili per i robot a braccio singolo: si pensi all’assemblaggio di prodotti intricati, alla manipolazione di oggetti flessibili o, più in generale, a qualsiasi attività che non sia il banale “prendi e sposta” ripetuto all’infinito.
Perché è una svolta?
Per decenni, l’automazione è stata sinonimo di bracci meccanici potentissimi ma fondamentalmente ottusi, confinati a movimenti ripetitivi. Il Robotics and AI Institute sta affrontando il problema da entrambi i lati: da una parte costruendo un hardware come AthenaZero, fisicamente capace di interazioni dinamiche, e dall’altra sviluppando l’IA e i modelli di reinforcement learning necessari per controllarlo. Progettando un sistema nativo per il controllo basato sull’apprendimento, il RAI sta facendo un passo decisivo verso il “manipolatore universale” dalle capacità quasi umane. È quel tipo di ricerca fondamentale che, un domani, permetterà ai robot di uscire finalmente dalle gabbie di sicurezza per muoversi nel mondo reale, imprevedibile e caotico.

