Il confine tra un utile assistente AI e un poltergeist digitale dotato di bracci manipolatori si è appena fatto più sottile. Un nuovo progetto open-source, ROSClaw, è uscito vincitore dalla SF OpenClaw Hackathon con una premessa ingannevolmente semplice: dare un corpo fisico agli agenti AI finora confinati dietro uno schermo. Il progetto getta un ponte diretto tra ROS 2 (Robot Operating System) e OpenClaw, una delle piattaforme di agenti AI self-hosted più virali del momento.
Sviluppato da un team guidato dall’utente GitHub PlaiPin, ROSClaw permette a un agente OpenClaw di individuare e connettersi a qualsiasi robot ROS 2 da una macchina Linux o Mac. Sfruttando WebRTC per garantire una connessione sicura e a bassissima latenza, l’agente può accedere ai “topic” del robot — in pratica, vedere attraverso le sue telecamere e leggere i dati dei sensori — e impartire comandi per afferrare e spostare oggetti nel mondo reale. I creatori del progetto l’hanno riassunto perfettamente: “Gli agenti sono evasi dallo schermo!”. Ora, invece di limitarsi a gestire il vostro calendario, un’AI può teoricamente rimettere in ordine la vostra scrivania. O, più probabilmente, riorganizzarla secondo la propria imperscrutabile logica.
Perché è un punto di svolta?
Non si tratta solo di far dialogare due pezzi di software; stiamo parlando di fornire una “incarnazione” fisica (embodiment) a una nuova classe di potenti intelligenze artificiali. OpenClaw non è un semplice chatbot; è un framework open-source di enorme successo che permette all’AI di eseguire task complessi, accedere a file locali e controllare applicazioni sul computer dell’utente. Fino ad oggi, il suo dominio era puramente digitale.
ROSClaw fornisce il pezzo mancante del puzzle: un metodo standardizzato affinché questo potente cervello digitale possa operare un corpo fisico. Colmando il divario con il vasto ecosistema di robot compatibili con ROS, abbassa drasticamente la barriera d’ingresso per migliaia di sviluppatori AI che vogliono sperimentare con l’AI incarnata. Dare a un’intelligenza artificiale, già capace di scriversi il proprio codice, le chiavi di un robot dotato di pinza meccanica è una mossa audace, e noi siamo qui per godercela. L’intero progetto è disponibile su GitHub sotto licenza Apache-2.0.













