La startup di intelligenza artificiale Physical Intelligence (π) ha appena messo alla frusta il suo nuovo “foundation model”, pi06, catapultandolo nel caos del mondo reale. E i risultati sono tutt’altro che timidi. Secondo il co-fondatore Sergey Levine, il modello ha toccato punte del 92% di autonomia nella gestione di un robot per lavanderia e ha confezionato ben 165 articoli all’ora in un magazzino. Numeri che suggeriscono come il sogno di un’IA universale, capace di animare qualsiasi robot, stia finalmente uscendo dai laboratori per farsi strada nel quotidiano.
In un post pubblicato sul blog aziendale il 24 febbraio 2026, la società ha illustrato i dettagli della collaborazione con due realtà della robotica per testare la tenuta di pi06 lontano dagli ambienti controllati. Insieme a Weave Robotics, Physical Intelligence ha sguinzagliato pi06 presso Sea Breeze Cleaners: il sistema ha operato in autonomia per il 92% del tempo, un traguardo impressionante se si considera l’imprevedibilità di una lavanderia commerciale. Parallelamente, la partnership con Ultra Robotics ha visto pi06 alle prese con l’imballaggio di prodotti reali in un magazzino, raggiungendo una cadenza di 165 pezzi all’ora con una supervisione umana ridotta al minimo indispensabile.
Le metriche di performance pubblicate mostrano un balzo in avanti clamoroso nell’autonomia operativa, con un crollo verticale degli errori e degli interventi manuali rispetto alle versioni precedenti. Questi dati “sul campo” rappresentano la prova del nove per l’ambizioso piano della startup.

Perché è un punto di svolta?
Physical Intelligence non sta semplicemente costruendo l’ennesimo robot specializzato; sta progettando il cervello per i robot di tutti gli altri. L’obiettivo è dare vita a un “Physical Intelligence Layer” — un modello AI fondamentale che qualsiasi sviluppatore possa integrare, proprio come oggi avviene con le API nel mondo del software. Attualmente, le aziende di robotica devono investire capitali immensi per sviluppare da zero sistemi complessi di controllo e percezione. Se Physical Intelligence riuscirà a fornire una soluzione “chiavi in mano” capace di gestire le sfide dell’apprendimento e dell’esecuzione robotica, potremmo assistere a un’accelerazione brutale nella diffusione di automi realmente utili in ogni settore industriale.













