Mercati predittivi: Optimus al 6% per lancio consumer 2026

Il “denaro intelligente” – o almeno quello che circola sul sito di previsioni Polymarket – concede all’umanoide Optimus di Tesla, Inc. una misera probabilità del 6% di essere disponibile per l’acquisto da parte dei consumatori entro il 30 giugno 2026. Le regole del mercato sono di una specificità brutale: niente implementazioni interne alle fabbriche, niente programmi pilota aziendali limitati, solo un robot pubblicamente disponibile con un pulsante di acquisto funzionante. Questa boccata d’ossigeno per la fiducia vola in faccia a un’operazione di produzione che si sta preparando alla guerra.

L’hype ha raggiunto il culmine nell’ottobre 2025 con voci diffuse di un ordine colossale da 685 milioni di dollari (circa 630 milioni di euro) per attuatori lineari piazzato presso il fornitore cinese Sanhua Intelligent Controls – un affare presumibilmente abbastanza grande da costruire 180.000 robot. La notizia ha fatto schizzare alle stelle le azioni di Sanhua e ha suggerito che il design V3 del robot fosse finalizzato e pronto per la produzione di massa. C’era solo un piccolissimo intoppo in quella storia da film: Sanhua ha ufficialmente smentito, rilasciando una dichiarazione in cui affermava di non avere informazioni materiali da divulgare.

Se quella specifica voce è stata messa a tacere, l’attività sottostante è reale. Nel suo aggiornamento del Q3 2025, Tesla ha confermato che le “linee di produzione di prima generazione per Optimus sono in fase di installazione in previsione della produzione in volumi”. Il CEO Elon Musk ha anche stuzzicato l’immaginazione con l’annuncio di un prototipo Optimus V3 “abbastanza notevole” per il primo trimestre del 2026, una macchina che, a suo dire, sembrerà così reale che “dovrai pungerla per capire che è un robot”.

Perché è importante?

L’abisso tra le ambizioni di produzione di Tesla e lo scetticismo del mercato evidenzia la differenza monumentale tra uno strumento industriale e un prodotto di consumo. Mentre Musk spera di avere migliaia di unità Optimus al lavoro nelle sue fabbriche, le consegne ai clienti esterni non sono previste prima della fine del 2026, e anche allora saranno destinate ad altre aziende. Un robot che può essere venduto al grande pubblico richiede un livello di sicurezza, affidabilità e rifinitura software che è ordini di grandezza più difficile da raggiungere.

Inoltre, la storia di Tesla, tra “inferno della produzione” e tempistiche ripetutamente ritardate per prodotti come il Cybertruck e il Full Self-Driving, fa riflettere gli osservatori razionali. Gli obiettivi di Musk sono astronomici – prevedendo una capacità annuale di 10 milioni di unità da Giga Texas – ma previsioni più realistiche suggeriscono che qualche migliaio di unità nel 2026 sia uno scenario più plausibile.

Nel frattempo, la concorrenza non sta a guardare. L’azienda robotica cinese UBTECH ha già i suoi umanoidi industriali Walker S schierati sulle linee di assemblaggio dei produttori automobilistici. L’azienda prevede di aumentare la produzione a 10.000 unità all’anno entro il 2026, dimostrando la validità del caso d’uso industriale mentre Optimus è ancora intento a fare pratica tra le mura di Tesla. I mercati delle previsioni non scommettono contro il fatto che Optimus alla fine lavorerà in una fabbrica; scommettono che non sarà nel tuo salotto tanto presto. E dato il suo curriculum, sembra una scommessa piuttosto sicura.